La storia di S.Genesio
Genesio era un attore pagano che per suscitare l’ilarità
del suo pubblico ed in particolare dell’Imperatore Diocleziano, faceva
la parodia dei cristiani e delle loro cerimonie.
Ma una sera, il comico
prediletto dai Romani, apparve di una bravura straordinaria officiando i
riti cristiani con tanta serietà da sbalordire il pubblico: pregava e professava
la sua confessione di fede con tale parvenza di sincerità che gli spettatori
ne rimasero turbati.
Quella volta Genesio non recitava: ispirato da Dio,
si convertì alla fede e fu battezzato divenendo anch’egli cristiano.
Quando la cosa fu chiara, il pubblico insorse e l’Imperatore fece arrestare
e torturare Genesio: fu percosso crudelissimamente con bastoni, quindi sospeso
sull'eculeo, con uncini fu lacerato per lunghissimo tempo e anche abbruciato
con fiaccole. Sotto le percosse egli ripeteva:
" Non vi è altro Re che Cristo e anche se dovessi soffrire per Lui mille morti, non potreste mai strapparmelo né dalla bocca né dal cuore".
La decapitazione che avvenne nel 303, coronò la gloria di San Genesio.
I resti del Santo Martire Genesio sono all’altare di S. Lorenzo nella
chiesa di S. Sabina in Roma. Fu qui traslato da Sisto V, unitamente a S.
Eleuterio, dalla chiesa di S. Giovanni della Pigna.
La primitiva sepoltura
di Genesio, in seguito restaurata da Gregorio II (731-741), è indicata dalla
Notitia Ecclesiarum e dal De Locis sulla via Tiburtina, nel Cimitero di
S. Ippolito.
Patrono e protettore della gente di teatro, e la sua festa
viene celebrata il 25 Agosto.